Dott.ssa Simonetta Pasqualetti
Psicologa, Psicoterapeuta,
Terapia Cognitivo Comportamentale, EMDR                     +393339416372
     

Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC)


Che cos’è la Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC)?

Ogni individuo, attraverso esperienze soggettive, relazionali, sociali, costruisce modelli di conoscenza, più o meno consapevoli, di sé stesso, degli altri e del mondo, che vengono immagazzinati nei sistemi di memoria sotto forma di schemi.  Lo schema è “Una rappresentazione cognitiva generica che la mente trae quando è esposta a particolari aspetti di un fenomeno” (Bartlett,1932).

Gli schemi contribuiscono alla formazione di sistemi di conoscenza che orientano ogni persona, in modo automatico e abbreviato, tendenzialmente acritico, verso una modalità costante di attribuzione di significati agli eventi di vita.
A partire dall’esperienza clinica, A. Beck e A. Ellis, notarono che il disagio psicologico era principalmente sostenuto da convinzioni disfunzionali in quanto rigide, assolute, ipervalenti, negative, che gli individui assumevano rispetto a loro stessi, alla relazione con gli altri, al mondo. Fu così che negli Stati Uniti degli anni ’60 nacque e si sviluppò la Terapia Cognitivo Comportamentale - TCC (Cognitive Behavioral Therapy – CBT).

Le convinzioni disfunzionali, hanno dunque un notevole influsso nell’alimentare stati emotivi negativi e di sofferenza, dando origine a veri e propri circoli viziosi problematici, che tendono a mantenersi nel tempo. Ciò a causa di associazioni distorte fra le situazioni e le risposte comportamentali della persona perché mediate da un dialogo interno (pensieri, fantasie, immaginazioni, aspettative) che portano l’individuo a valutare le proprie esperienze in un modo non consono alla situazione oggettiva.

Quando è utile la Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC)?

Avvolte abbiamo semplicemente bisogno di migliorare il nostro modo di essere e di porci, affinare certe nostre modalità relazionali, avere una maggior comprensione di noi stessi. 
In altri casi, possono verificarsi lievi disagi per eventi che attraversano la nostra vita in modo non piacevole e che facciamo fatica a superare. La TCC può essere un valido strumento di sostegno facilitando il processo di miglioramento di noi stessi e/o integrazione delle esperienze. 

Mentre si sviluppano vere e proprie psicopatologie o malattie a base psicosomatica, quando gli aspetti disfunzionali psicologici diventano pervasivi, limitanti, invalidanti, causa di una sofferenza che non ci lascia quasi mai. Come nei disturbi depressivi, disturbi d’ansia, disturbo Post Traumatico da Stress, dismorfismo corporeo, disturbi del comportamento alimentare, dolore cronico, problematiche tricologiche e dermatologiche a base psicosomatica, disturbi dissociativi, dipendenze, disturbi del sonno, disturbo ossessivo compulsivo, disturbi di personalità. In questi casi la TCC con protocolli differenziati in quanto sperimentati ad hoc per ogni disturbo, può contribuire con interventi terapeutici di provata efficacia, alla soluzione delle problematiche della persona.

Come può aiutare la Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC)?

Il primo passo della TCC è quello di focalizzarsi sui problemi del presente sentiti dalla persona. Pur non trascurando l’importanza delle esperienze passate, della loro influenza sulla nascita/evoluzione del problema e sulla strutturazione della personalità. 

Lo scopo della terapia è quello di rimodulare il sistema di significati dell’individuo per renderli più adattivi, flessibili, realistici e tali da permettere il suo benessere.  
Terapeuta e paziente sono attivi e collaborativi durante tutto il percorso psicologico. Per dirla con una metafora: il paziente è il ricercatore che porta i contenuti da studiare, il terapeuta è lo scienziato esperto della metodologia necessaria per l’elaborazione dei dati. 

Esplorano insieme esperienze significative e attinenti ai problemi presentati, per individuare gli aspetti che li sostengono. Lo scopo è quello di identificare i circoli viziosi disfunzionali che procurano sofferenza in quanto le situazioni innescano nella persona un dialogo interno/idee disfunzionali ⇔ emozioni negative ⇔ comportamenti non adeguati all’esperienza che si influenzano reciprocamente e alimentano una modalità di conoscenza che porta ad evitare l’acquisizione di informazioni positive. 

Oltre al lavoro psicologico svolto in seduta in collaborazione con il terapeuta, il paziente continua in modo autonomo esperienze di auto-osservazione, di sperimentazione di nuovi comportamenti, attraverso un lavoro da svolgere a casa “homework” che di volta in volta verranno concordati in seduta con il terapeuta a partire dal bisogno psicologico del momento.
Sulla base della consapevolezza raggiunta la persona imparerà progressivamente a riconoscere le situazioni problematiche, a rivalutare le proprie idee disfunzionali, a costruire idee più realistiche e adeguate al contesto, a sviluppare nuove strategie di comportamento che sperimenterà in modo graduale e con risultati sempre più soddisfacenti.

La Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) nel mondo:

Studi e ricerche condotti sia a livello nazionale (Istituto Superiore della Sanità) che internazionale (Organizzazione Mondiale della Sanità) hanno evidenziato che per molte psicopatologie, l’efficacia della Terapia Cognitivo Comportamentale può essere maggiore o pari agli psicofarmaci. Risulta inoltre più utile degli psicofarmaci nel prevenire le ricadute. 

 

 

     

 

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