Dott.ssa Simonetta Pasqualetti
Psicologa, Psicoterapeuta,
Terapia Cognitivo Comportamentale, EMDR                     +393339416372
     

Psiche e corpo: quali relazioni e problemi?


Psiche e corpo quali relazioni e problemi?  

Risale all’antichità l’intuizione di una relazione fra malattie fisiche e fattori psichici. E’ ormai provato che modificazioni del sistema nervoso periferico, neurovegetativo, neuroendocrino e immunitario siano correlate a reazioni emotive e condizioni di stress favorendo un aumento della vulnerabilità alle malattie. 

Studi e ricerche hanno evidenziato che qualsiasi patologia fisica può risentire dell’influenza di fattori psichici ed emozionali. Ed è ciò che ha indotto una parte della medicina a focalizzare l’attenzione sulla persona e non solo sui segni e sintomi della malattia. 

Ad oggi sappiamo che su molte malattie i fattori psicologici hanno un ruolo poco rilevante pur influenzando, in alcuni casi, il loro decorso. Ma sappiamo anche che alcune patologie come le sindromi dolorose a base non organica, alcune forme di emicrania, le cefalee da tensione muscolare, alcune malattie dermatologiche e tricologiche, hanno un’importante componente psicologica e che lo stress emozionale, interagendo con altri fattori di rischio, accresce la vulnerabilità a molte malattie fisiche. 

La psiche influenza il corpo?      
            
Studi di laboratorio e clinici hanno potuto evidenziare che:

Le persone con ridotto riconoscimento ed espressione delle emozioni tendono ad evitare il contatto con i propri stati emotivi, favorendo lo sviluppo di somatizzazioni.
L’aumento di stress esistenziale dovuto ad esempio a perdite affettive (separazioni, lutti, divorzi, tradimenti), a situazioni protratte nel tempo come relazioni conflittuali, sovraccarico di impegni o di lavoro ma con scarsa soddisfazione, possono avere un ruolo precipitante oppure predisponente la malattia.

Vivere in solitudine, con un supporto sociale inadeguato, in deprivazione affettiva, aumenta il rischio di malattie fisiche e psichiche.

Condizioni di stress emozionali acuti, intensi, causati da eventi soggettivamente importanti, possono far gravemente scompensare l’equilibrio fisico di una persona con malattie somatiche già esistenti.
Le manifestazioni soggettive degli stati emotivi hanno correlati biologici a livello centrale e periferico. Le strutture cerebrali sono in grado di influenzare reazioni viscerali e ormonali. Nel cervello, il sistema limbico e l’ipotalamo costituiscono punti di connessione fra emozioni e cambiamenti somatici. In questo modo i correlati fisiologici delle emozioni arrivano agli organi periferici attraverso i sistemi muscolo-scheletrico, neuroendocrino, neurovegetativo, immunitario.

Nella persona in condizioni di equilibrio, in base alle attività svolte e al momento della giornata (notte, giorno), avvengono oscillazioni ritmiche nel sistema nervoso autonomo, fra la componente parasimpatica che ci predispone al riposo e al rilassamento (riduzione della sudorazione, della frequenza cardiaca, della frequenza respiratoria, della pressione arteriosa, della tensione muscolare e della sudorazione, aumento della secrezione gastrica e funzione intestinale) e la componente simpatica che ci prepara alle risposte di attivazione e di attacco/fuga (aumento della frequenza cardiaca, del ritmo respiratorio, della sudorazione, della pressione arteriosa, della tensione muscolare e diminuzione delle funzioni gastrointestinali). 

La presenza di condizioni vissute come troppo stressanti può determinare alterazioni anche notevoli di tale equilibrio. In particolare è ritenuto che gli stress emozionali, più che creare dal nulla una condizione di malattia, possano contribuire a farla uscire dalla latenza secondo predisposizioni individuali ed esposizione a fattori di rischio. 

Focus dermatologico e tricologico

La pelle è l’organo di rivestimento esterno del nostro corpo, che lo racchiude e delimita, è ciò che lo separa e allo stesso tempo lo rende visibile al mondo esterno. 

La pelle è in continuo contatto con mente e corpo perché è un organo neurosensoriale che comunica con il sistema nervoso, endocrino e immunitario, per mantenere e proteggere l’equilibrio omeostatico del nostro organismo. Espressioni come “salvare la pelle”, “ridursi pelle e ossa”, “avere la pelle dura” rappresentano il significato vitale che le è attribuito.

Non è un confine solo fisico fra noi e il mondo, ma anche psicologico perché delimita la nostra interiorità. E’ un organo di comunicazione, che mostra o a cui vengono associate le nostre emozioni, anche quando non vorremmo, “impallidire per la paura”, “arrossire dalla vergogna”, “non stare più nella pelle”.

Una zona della nostra pelle che da secoli ha assunto un ruolo di grande rilievo, è quella del cuoio capelluto, perché alimenta la nostra chioma. Da sempre l’essere umano ha attribuito ai capelli significati simbolici complessi, messaggi sociali differenziati fra uomo e donna. Una chioma folta, ad esempio, può avere per l’uomo un significato di virilità, mentre per la donna quello di femminilità. 

Quando il continuo dialogo fra mondo interno e mondo esterno della persona non è ottimale o si interrompe, questo può dare adito all’insorgenza di disagi fisici e/o psicologici. Studi e ricerche hanno evidenziato che alcuni problemi dermatologici e tricologici hanno importanti componenti psicologiche e di stress emozionali. Sembra inoltre, che siano più presenti in persone particolarmente in difficoltà ad identificare e descrivere i propri stati emotivi, a trovare il nesso fra i sintomi fisici (spesso correlati fisiologici di emozioni) e le esperienze di vita problematiche che li alimentano. Dunque, malessere e disagio interiori che trovano la strada per manifestarsi attraverso il corpo in: alopecie, forfora, seborrea, dermatiti, psoriasi, tricotillomania (strappare capelli e peli), dismorfofobia (ossessione per un difetto immaginario dell’aspetto esteriore), prurigine, onicofagia (mangiarsi le unghie), dermatillomania (stuzzicare, tormentare, graffiare la pelle).

Quale cura?

Una volta diagnosticata la presenza e il peso della componente psicologica ed emotiva della malattia, è di primaria e fondamentale importanza che la persona comprenda il proprio apporto involontario, non immaginario, non colpevole alla condizione di malattia. 

Il trattamento andrà personalizzato, articolato secondo necessità e su piani diversi. 

Potrebbe essere necessaria una terapia dermatologica, e/o una terapia psicofarmacologica, e/o una psicoterapia. La psicoterapia permette di individuare le fonti psicologiche del malessere e costruire nuove modalità di gestione degli eventi stressanti. Fra gli approcci terapeutici, risultano particolarmente efficaci la Terapia Cognitivo Comportamentale (TCC) e il trattamento con EMDR. 

 

 

 

     

 

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